PERCHE’ C.T.A.102?

COSA SIGNIFICA C.T.A.102

La C.T.A.102 è un corpo stellare della costellazione di Pegaso dal quale, nel 1965, vennero registrati degli impulsi radio inusualmente regolari; l’aspetto più curioso di questo eccezionale evento è dovuto al fatto che esso venne immediatamente collegato ad un altro enigmatico episodio occorso, all’inizio degli anni Sessanta, ad una coppia statunitense del New Hampshire: i celebri coniugi Barney e Betty Hill.

Durante la notte del 20 settembre del 1961, i coniugi Hill, guidando sulla strada del rientro da una  breve vacanza, furono investiti da una intensa luce celeste che, velocemente, si portò sopra di essi per poi scomparire.

L’evento, se non fosse stato seguito da ulteriori curiosi sviluppi, rientrerebbe nella fin troppo ampia (e spesso contestabile) casistica dei cosiddetti “avvistamenti ufologici”: poco tempo dopo quel semplice avvistamento, entrambi i coniugi cominciarono a soffrire di pesanti disturbi fisici e, quindi, psicologici, fra i quali marcati stati d’ansia ed insonnia.

Sottoposti a sedute terapeutiche, entrambi i coniugi, separatamente uditi in stato di ipnosi profonda, ricordarono coincidenti particolari che andavano ben oltre quanto la loro memoria cosciente non avesse registrato circa il curioso avvistamento della luce celeste.

Nel loro insieme, le memorie profonde di Barney e Betty ricostruivano il traumatizzante scenario  di un vero e proprio “rapimento” da parte dell’oggetto luminoso “non identificabile” e, quindi, di un   forzato sottoponimento ad esperimenti di tipo clinico da parte di coloro che, in qualche modo, guidavano e governavano lo stesso “oggetto”.

Nel 1964 – un anno prima, dunque, la registrazione degli impulsi regolari del C.T.A.102 – Betty Hill ricostruì sotto ipnosi una sorta di “mappa stellare”, così come la ricordava “vista” dall’interno dell’ U.F.O.  Nel 1965 gli scienziati sovietici captarono i segnali radio regolari dalla C.T.A.102 di Pegaso e fu l’allora Accademia delle Scienze sovietica a supporre, come accennato, che si trattasse di una sorta di messaggio inviato da una qualche forma di civiltà extra-terrestre.

In un articolo del 13 aprile 1965, il New York Times, riportando la notizia, presentò una mappa astronomica del settore galattico riferito alla C.T.A.102: fu allora che emerse non solo la sorprendente identicità fra la carta astronomica ed il disegno costruito sotto ipnosi profonda dalla signora Hill ma anche la sbalorditiva ricostruzione in precisione prospettica del disegno di Betty, il quale riportava perfettamente la disposizione del corpo stellare ma così come esso apparirebbe da un punto di vista esterno al sistema solare.

Un ultimo aspetto interessante circa l’evento del New Hampshire è quello che si lega alla descrizione fisica dei “rapitori” che i coniugi Hill fecero: entrambi ricordavano creature umanoidi di bassa statura con lunghi occhi, mento appuntito, narici e bocca piccole in contrasto con la fronte e lo sviluppo della parte superiore del cranio decisamente più ampi della norma.

La descrizione delle “creature” degli Hill ricorda, a chiunque sia erudito in storia dell’esoterismo occidentale, lo schizzo che fece Aleister Crowley, nel 1919, per illustrare quella che lui definiva una sorta di “intelligenza extra-terrestre” di nome Lam.

PERCHE’ C.T.A.102

Il fatto che gli impulsi regolari della C.T.A.102 dipendessero da una volontà di comunicazione extra-terrestre venne smentito, ma nonostante questo (o forse anche per questo) il corpo stellare C.T.A.102 rimane, per noi, un importante simbolo del cammino dell’Uomo verso il Sapere: i suoi inaspettati impulsi regolari rimangono un affascinante emblema della voce dallo spazio profondo che accende la fantasia, la curiosità, l’immaginazione e conduce alla verità della ricerca.

Il nostro Centro, dunque, attraverso questo nome, vuole puntare il dito sul valore della curiosità che genera la ricerca, sul richiamo dell’infinito che alimenta il genio individuale, sul coraggio nell’affrontare l’inusuale che non rifugge la novità e non cerca la pseudo-verità spettacolare.

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